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In collaborazione con la Caritas Diocesana proseguono i lavori di sistemazione della casa di San Pietro (ex casa di don Camillo). Dopo la messa a norma dell’impianto elettrico e termoidraulico, si sta procedendo allo sgombero degli arredi inutilizzabili, per proseguire con la ristrutturazione della cucina ed il tinteggio di tutti gli ambienti.
28-09-2009


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L’Associazione ha aderito al progetto della Caritas Diocesana che sta predisponendo nel quartiere artigianale “La Bionda” un magazzino per la distribuzione di mobili, abbigliamento e generi alimentari alle famiglie.
27-09-2009


Ritratto-Don-Camillo

Lunedì 21/09/09  alle ore 21, nella chiesa di S. Pietro Apostolo a Fidenza, è stata celebrata dal Vescovo Mons. Carlo Mazza una Messa in ricordo di don Camillo nel secondo anniversario della sua scomparsa. Sono intervenute moltissime persone che hanno avuto il dono di incontrare sul loro cammino don Camillo, il sacerdote che ha dedicato la sua vita al servizio degli altri, soprattutto dei più deboli e dei più poveri.
E’ stata una Messa commovente in cui si è potuto avvertire chiaramente quanto il ricordo di don Camillo e dei suoi insegnamenti sia ancora vivo e presente.
A conclusione della Messa la pittrice Sabina Botti ha donato alla comunità parrocchiale un quadro che ha suscitato il plauso dei presenti perché ritrae don Camillo cogliendone una tipica espressione del viso accogliente e sorridente. Il ritratto è stato collocato nella sala Sant’Agostino della parrocchia di S. Pietro Apostolo.

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 Fontanaluccia1

 

Il 12 agosto 2009, davanti all’alzabandiera del campo di Fontanaluccia (comune di Frassinoro, provincia di Modena), si sono presentati tutti gli scout (ragazzi e capi) del gruppo AGESCI Fidenza a 50 anni dal primo campo scout.
E in un compleanno così speciale non poteva mancare chi ha permesso di arrivare a festeggiare questo evento, ovvero i ragazzi e i capi di un tempo…coloro che si sono spesi in questi ultimi 50 anni giocando e giocandosi!
Le bandiere sono state issate da Romano Ferrari (il primo capo reparto del reparto maschile ASCI), Flavia Fratta (la prima capo reparto del reparto femminile AGI), Dante Tedeschi e Renato Beduschi.
Un ricordo speciale e commosso è andato a chi era assente (anche se forse ci osserva tutti quanti con gli occhi socchiusi e con gli occhiali poggiati sulla fronte), a chi nel sogno dello scoutismo ci ha creduto per primo trasferendo poi il suo entusiasmo ad un gruppetto di ragazzi scalmanati: don Camillo Mellini.
Ci sono tanti modi per ricordarsi di una persona: fermarsi e pensare alle avventure vissute insieme, continuare a coltivare quelli che erano i suoi sogni e le sue speranze, prodigarsi per mandare avanti i progetti messi in piedi a fatica, raccontarlo a chi non l’ha conosciuto…
Noi abbiamo pensato di dedicargli una via, una piazza o un parco… insomma, un luogo di incontro… e proprio sotto le 4 bandiere del campo di gruppo abbiamo dato il via alla raccolta di firme da presentare alla giunta comunale, modificando la normale procedura per le intitolazioni delle vie (che prevede l’invio di una lettera alla giunta comunale la quale si impegna poi a valutare le disponibilità locali) per aumentare il coinvolgimento dei singoli, mostrando quanto don Camillo abbia intrecciato e costruito relazioni di qualità.

Chi volesse contribuire a questa raccolta può trovare alcuni moduli presso il negozio di Stefano Laurini in via Gramsci (davanti alla scuola media Zani).

Laura Gallicani

…nessuno sa quante foglie riesce a spostare un alito di vento…
Francuccio Gesualdi

Si è svolta una grande festa, ospitata nei locali del Circolo di Borghetto, per continuare l’opera dell’indimenticato sacerdote, don Camillo Mellini. Il momento è stato organizzato dall’Associazione «Don Camillo Mellini» e dal Masci di Fidenza.

Più di 150 persone si sono radunate nel ricordo del prete degli ultimi. Gli onori sono stati fatti dal presidente dell’ Associazione, Andrea Mellini, fratello del sacerdote, che ha accompagnato anche la mamma.

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ASSOCIAZIONE: IN 150 RIUNITI NEL RICORDO DEL «PRETE DEGLI ULTIMI» PER PORTARE AVANTI LA SUA MISSIONE

Un centro studi per l’approfondimento dei temi legati all’immigrazione
Insieme per continuare. Si è svolta una grande festa, ospitata nei locali del Circolo di Borghetto, per continuare l’opera dell’indimenticato sacerdote, don Camillo Melimi. Il momento è stato organizzato dall’Associazione «Don Camillo Melimi» e dal Masci di Fidenza.
Più di 150 persone si sono radunate nel ricordo del prete degli ultimi. Gli onori sono stati fatti dal presidente dell’ Associazione, Andrea Melimi, fratello del sacerdote, che ha accompa­gnato anche la mamma. Nel salutare tutti gli intervenuti, ha sottolineato lo slogan della giornata «Insieme per continuare», come volontà e determinazione degli amici di don Camillo di portare avanti la sua missione di accoglienza delle donne in difficoltà.
Fra gli obiettivi che si propone l’associazione, oltre a quello di continuare nell’opera di accoglienza e favorire l’inserimento nel tessuto sociale, c’è il desiderio di costituire un centro studi per l’approfondimento dei temi legati all’immigrazione, argomento che stava particolarmente a cuore a don Camillo.
Non potevano mancare le ra­gazze ospiti della casa dì San Pietro di Fidenza. Infatti erano pre­senti in massa e tutte indaffarate a distribuire la torta fritta, la pizza, i salumi, i formaggi, oltre aipiatti caratteristici dei loro Paesi di provenienza, cucinati appo­sitamente per gli intervenuti. Tutti i prodotti sono stati donati da alcune ditte locali. La direttrice della Casa, nominata dalla Curia e dalla Caritas, ha provveduto nel suo intervento a illustrare la gestione degli spazi e i i bisogni quotidiani delle ospiti.
Erano presenti il sindaco Giuseppe Cerri, gli assessori Romualdo Borreri, Stefano Gandolfi e Giancarlo Castellani per la Provincia. Don Mario Agazzi ha portato il saluto del vescovo, richiamando lo spirito evangelico che ha sempre motivato don Camillo in tutti i suoi rapporti con le persone.

Gazzetta di Parma – Martedì 21 Aprile 2008

E’ nata ufficialmente l’Associazione «Don Camillo Mellini». I sessanta soci fondatori si sono riuniti nella sala Sant’Agostino della parrocchia di San Pietro, per approvare lo statuto e firmare l’atto costitutivo.
L’assemblea ha quindi nominato il consiglio direttivo e per acclamazione è stato designato alla carica di presidente, Andrea Mellini, fratello del compianto don Camillo. Gli altri consiglieri sono: Renata Bruni, Giancarlo Castellani, Cristiano Fattore, Liliana Guareschi, Giovanni Mora, Alessandro Pelizzari, Marisa Rubini, Clementina Saglia, Carlo Scaramuzza, Carlo Scita. Revisori dei conti: Flavio Bertoletti, Emilio Giovenzana, Angelo Robuschi.
Con una certa commozione, Andrea Mellini ha accettato l’incarico e ha salutato i presenti sottolineando la determinazione e la gioia con la quale i soci si sono assunti questa responsabilità nel portare avanti l’opera di don Camillo. «Quello che lui ha fatto in tanti anni di silenzio – ha ricordato il fratello di don Camillo – noi ci apprestiamo a continuarlo in tanti suoi amici, sicuri di non eguagliare quello che lui ha cominciato, ma credendo fermamente nei valori che ci ha trasmesso e che ci ha indicato con la sua opera». L’associazione si rapporterà con l’amministratore parrocchiale don Gianemilio Pedroni e quindi con il vescovo Mazza.

Gazzetta di Parma – Martedì 20 Novembre 2007

Costituita l’associazione per proseguire l’opera di un prete che ne valeva dieci (di Giovanna Galli – foto di Marco Gambazza)

Pubblicato sul sito http://www.navecorsara.it

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Solo attraverso le parole di chi ha condiviso con Lui un pezzetto della sua vita è possibile farsi un’ idea.

Don Camillo ha aperto la sua casa alla carità e all’acco­glienza perché credeva fino in fondo nelle persone e nella loro in­violabile dignità. Ha ospitato, assistito e guidato tantissime don­ne, provenienti dai più svariati paesi del mondo, ridando loro una prospettiva di vita. Ci teneva moltissimo a costruire un rapporto umano con le persone e il suo grande dono è stato proprio quel­lo di arrivare dentro il loro cuore perché tutti potessero sentirsi amati da Dio. Da tutte le donne ospitate dalla casa di accoglien­za era considerato un padre. Tutte lo chiamavano papa. Aveva fatto in modo che la vita nella sua casa si svolgesse come quella di una famiglia, anche se a volte oltre le regole. Tutte le persone che si rivolgevano a lui per chiedergli aiuto avevano e hanno grandi problemi e difficoltà, ma grazie al suo immenso cuore le accoglieva, come un padre fa con una figlia, indipendentemente dalla loro provenienza e anche se non sono come noi le voglia­mo. Negli incontri che effettuavamo al MASCI, di fronte alle no­stre domande e perplessità, ci sgridava invitandoci ad aprire le braccia dell’accoglienza con il sorriso sul volto e a “sporcarci le mani ” senza paura.
Credo che il motto scout “Eccomi sempre pronto a servire l’uomo”possa rappresentare lo spirito con cui don Camillo è vis­suto con la sua grandissima capacità di guardare avanti e di an­ticipare i tempi. Ci diceva anche che occorreva avere la Bibbia in mano, ma anche i giornali. Voleva e si adoperava perché noi scout guardassimo avanti tessendo amicizie, conoscenze e rap­porti indipendentemente dai ruoli e dai colori politici con l’obiet­tivo di arrivare al cuore dell’uomo per fargli cogliere la presen­za di Dio.
Don Camillo ha vissuto con gioia la sua vita perché ha dona­to davvero tutto quello che aveva: e soprattutto se stesso.
Tina Saglia (Risveglio 28 settembre 2007)